Argentina – Passaggio Verso il Cile

Argentina – Passaggio Verso il Cile

Entrata: 5 marzo 2019

Ed eccoci di nuovo qui in Argentina, giusto una toccata e fuga in quanto è la via più breve per raggiungere il Cile.
In dogana, per la prima volta incontriamo un funzionario solerte che vuole esaminare il camper in ogni angolo. Ci fa portare le valige nello scanner, ci apre gli armadietti, il frigorifero e il vano motore, insomma tutto quello che crede contenere qualcosa di illegale… ci fa perdere quasi un’ora, va beh, armiamoci di santa pazienza, è solo una prova del peggio che ci capiterà in Cile!
Proseguiamo il viaggio fermandoci a dormire come sempre nelle stazioni di servizio.
La strada si snoda fra lagune e pascoli, vediamo fiori magnifici e uccelli di ogni tipo, persino un alligatore! Purtroppo non possiamo fermarci per osservarlo meglio perché come sempre abbiamo dato un passaggio a degli autostoppisti, questa volta quattro militari.
Però non manchiamo di fermarci al santuario del Gauchito Gil, di cui abbiamo anche il santino in camper.

La sua storia in breve è questa:
Un uomo del popolo, nato a Mercedes agli inizi dell’800. Sulla sua vita si raccontano molte storie, che fosse un bracciante sfruttato che si ribellò al suo padrone o che andò a combattere nella Guerra del Paraguay agli ordini del Generale Madariaga. Secondo quanto racconta la signora Anabel Miraflores, sua madre, Estrella Díaz de Miraflores, donna facoltosa, avrebbe avuto una relazione con Gil e allo stesso tempo era molto corteggiata dal commissario di polizia: questa situazione, unita all’odio che i fratelli della signora avevano per il Gauchito, lo portò a fuggire dalla città (che al tempo si chiamava Pay Ubre) e a offrirsi volontario per la guerra del Paraguay. Ma poi non volle più uccidere i suoi fratelli e disertò. Un’altra versione racconta che fu reclutato dagli autonomisti (in rosso) per combattere i liberali (vestiti di azzurro) ma che poi si rifiutò di continuare a combattere contro i suoi stessi concittadini. Qualsiasi sia la vera storia, è certo che disertò e da quel momento cominciò ad aiutare i poveri distribuendo i guadagni ottenuti dai suoi furti ai ricchi.
Un giorno però fu arrestato, appeso per i piedi e ucciso. Poco prima di morire disse al boia che, al suo ritorno a casa, avrebbe trovato il figlio malato che si sarebbe salvato solo se avesse pregato nel suo nome. Il boia non gli prestò attenzione, salvo poi tornare e trovare che le cose stavano proprio come aveva detto il Gauchito: pregò e il figlio si salvò. Fu allora che decise di tornare nel luogo dell’esecuzione per seppellire degnamente il corpo di Gil, luogo dove da quel momento sorge il santuario che ancora oggi è precario e povero, costruito dagli stessi fedeli e con alcune piccole donazioni anonime.
L’8 di gennaio questo piccolo borgo sperso in una zona quasi desertica si popola di migliaia di fedeli e deve essere uno spettacolo vederlo rivestirsi di rosso, il colore del “santo”.
Oggi invece c’è la solita fila di bancarelle in cui però non manchiamo di comprare un tipico cappello da gaucho per la nostra collezione.

Proseguendo il viaggio, in una stazione di servizio, incontriamo due artisti circensi in viaggio con armi, bagagli e cane, verso il Paraguay dove sono stati assunti da un circo locale. Non mancano anche i soliti cani randagi che si avvicinano a noi fra balletti e moine per piazzarci il loro testone addosso e richiedere anche con una certa insistenza coccole e cibo.

Attraversata Corrientes, raggiungiamo il giorno 8 Rosario de la Frontera. Ci vogliamo fermare due giorni per iniziare l’adattamento all’altitudine e visto che qui siamo a 800 metri e conosciamo già il posto, ci sembra un buon punto per la sosta.
Purtroppo rimaniamo delusi: la magnifica piscina termale è vuota per i 15 giorni di manutenzione annuale e piove per due giorni di seguito, impedendoci anche di fare ordine nel camper in previsione della dogana cilena.

Va meglio quando ci fermiamo a Purmarca, il sole splende e l’aria è freschina e visto che siamo a 2.300 metri ci fermeremo almeno tre giorni prima di affrontare il Passo dello Jama che ci dicono molto arduo.
Devo dire che ho almeno tre preoccupazioni nei confronti del Cile.
Per prima cosa il passaggio in frontiera. Tutti ci dicono che sono assolutamente paranoici nei loro controlli. Anche le notizie su ciò che si può portare sono contrastanti. La legge dice niente frutta, verdura, semi, carni e formaggi freschi e fin qui è simile a tutte le altre dogane, ma a quanto sembra dalle esperienze di altri viaggiatori, sembra che le proibizioni possano estendersi a seconda dell’umore del funzionario a sale, zucchero, caffè, insomma a tutto ciò che è alimento, fino a discutere su legno, cuoio e articoli da bagno…
Una vera assurdità, mi viene da pensare all’ingresso in Australia dove sono altrettanto severi, senza considerare che tutte le loro precauzioni sono assolutamente inutili in quanto la maggiore forma di inquinamento per il loro territorio è proprio l’uomo. Sono proprio curiosa di sapere se all’ingresso ci faranno un bel clistere o svuoteranno la cisterna del wc…ma è meglio non dargli suggerimenti in tal senso!
La seconda preoccupazione è che a detta dei più, i cileni sono scortesi e truffaldini, se ciò è vero, il passaggio dall’Argentina al Cile sarà ancora più penoso.
Poi vedremo se tutto ciò che ci hanno detto sulla facilità di vendita del camper a ottime quotazioni è vero, ci piacerebbe fosse così, ma a quanto ci risulta i nostri amici francesi che appena entrati hanno avuto un’ottima offerta di acquisto per il loro mezzo, passati 4 mesi, non hanno ancora ricevuto un soldino. Sono ritornati in Francia e la pratica di vendita è in mano a un avvocato cileno… quale fiducia!

Comunque prima di partire per l’ennesima frontiera ci visitiamo ben bene questo paesino che avevamo un po’ snobbato nei precedenti passaggi.
Una mezza giornata su e giù per le meravigliose rupi colorate ci lascia con le gambe molli e una mezza ustione causa sole impietoso unito all’altitudine.
Non importa, è stata veramente una bella passeggiata, circondati dai colori e con pochi turisti a rovinare le foto!
Non manca neanche la solita orgia di acquisti e la passeggiata serale che però vede il piccolo paese completamente spopolato… ma dove sono finiti tutti i turisti?
Mercoledì 13 si riparte con tutte le preoccupazioni di cui sopra tanto che Luca vorrebbe rinunciare al Cile e imbarcare il camper direttamente a Montevideo.
Devo dire che a me dispiace l’idea di vendere il camper che malgrado qualche problema ci ha portato sani e salvi per zone impervie e spesso inospitali. Sono una che si affeziona alle cose e se penso alle centinaia di cose accumulate in questo viaggio, non vedo proprio come potremmo riportarle a casa se non dentro a questo mezzo.
Però non voglio neanche rinunciare a visitare il Cile sul sentito dire degli altri, del resto anche della Bolivia avevamo letto un gran male e invece ci è piaciuta tantissimo.
Convinco Luca a proseguire il viaggio, metteremo un cartello “vendo” sul finestrino e ci affideremo al caso!
La strada è indimenticabile, in tutti i sensi… lo spettacolo della natura lascia senza fiato, ma così anche l’altitudine!
Prima di arrivare in vetta ci si apre un altro notevole spettacolo: il Salar Grande argentino. Certo non è immenso come quello di Uyuni, però fa lo stesso un bell’effetto. Dopodiché si sale ancora, fra monti, deserti e altri piccoli laghi salati sul cui bordo pascolano alpaca e guanaco. Non manca neanche una piccola pozza con dei fenicotteri che si rispecchiano nell’acqua limpida.
Non ricordo che abbiamo mai toccato i 5.000 metri, ma mentre il nostro fidato camper arranca sbuffando a 20 all’ora e a Luca scoppia la testa per l’altitudine, io tengo sotto controllo l’altimetro sul telefono che inesorabilmente sale fino a quota 4.863.
L’idea di fermarsi a dormire in frontiera sfuma visto che il Paso de Jama si trova poco sotto a quella altitudine. Con già 4 aspirine in corpo, Luca non riuscirebbe comunque a dormire. Per cui speriamo in bene che le pratiche siano veloci e si possa proseguire per raggiungere San Pedro de Atacama che è molto più in basso.
Il posto di frontiera è congiunto fra Argentina e Cile e davanti a noi ci sono una ventina di motociclisti brasiliani e un cinese in macchina… quanto ci metteremo?

Uscita: 13 marzo 2019
CHILOMETRI PERCORSI: 1.714
SPESE: 310 EURO

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