Argentina – Tornando Su

Argentina – Tornando Su

Neuquén. Una settimana di puro riposo passata leggendo, passeggiando e mangiando a sbafo a casa dei parenti di Luciano.
Inizia la gara di sfide a colpi di alta cucina, gnocchi in cambio di parrilla, tiramisù a confronto con empanadas, sugo alla bolognese in cambio di lingua in vinaigrette!
Il risultato di questa competizione: almeno due chili di troppo!

Sabato 8 dicembre ripartiamo. La destinazione è Villa Pehuenia, una località sul lago a nord della provincia di Neuquén, però il vento forte e l’idea di dover percorrere 100 chilometri di sterrato fra andata e ritorno e infangare nuovamente il camper appena pulito ci fa cambiare idea.
Dopo una sosta notturna presso la fidata YPF di Zapala, raggiungiamo le terme di Copahue. Gli ultimi 30 chilometri prima di raggiungere la nostra meta sono bellissimi. Si risale a 2.000 metri in mezzo a profonde gole, con greggi di capre e pecore che attraversano la strada. Un lago smeraldino incorniciato dalle montagne innevate segna l’inizio di una strada sterrata che ci porta al complesso termale.
Abbiamo appena letto che quando il colore dell’acqua è così verde, potrebbe essere inquinata da bacilli neurotossici, ma a chi viene voglia di tuffarsi in un lago così gelido? Per cui ci limitiamo ad ammirarne lo splendido colore.
Folte macchie di araucaria costeggiano il lago, è la prima volta che vedo questi alberi in un contesto naturale, in genere sono sempre piantati in giardini e parchi pubblici.
Il campeggio Viento Blanco ci accoglie ai piedi del vulcano.
Tutta questa zona per 20 chilometri intorno al cono è vulcanica, tanto che ci sono numerosi cartelli che avvisano di non camminare su alcune aree di terreno perché bollenti.
Le terme sono molto estese e istituzionalizzate. Occorre fare una visita medica o firmare un’autocertificazione di sana costituzione. Dopo questo occorre fatturare l’entrata, una cosa che dura più dell’immersione nelle vasche, dove si può stare a bagno solamente per 20 minuti.
Tutti questi limiti e restrizioni ci infastidiscono, poiché siamo abituati a stare a mollo per ore in acque ben più calde, ma poi ci rendiamo conto che tutte queste precauzioni hanno uno scopo preciso: le esalazioni solforose del vulcano a lungo andare sono tossiche e ci creano qualche malessere.
Forse anche il vento così forte che non cessa un attimo serve a rendere l’aria più respirabile.
Tranquilli e rilassati facciamo la telefonata settimanale a mio padre che ci informa in ordine che:
1. Il mondo in generale e l’Italia in particolare vanno male perché i giovani non vogliono più lavorare.
2. Anche se andiamo alle terme prima o poi moriremo anche noi.
3. Informato che siamo sotto un vulcano, ci avvisa che potrebbe anche eruttare.
4. Del nostro progetto di andare in Brasile ci avvisa che potrebbero derubarci e anche ucciderci.
Insomma così rassicurati decidiamo di dormirci sopra!

Ma che freddo fa questa notte? Mi giro e rigiro nel letto senza riuscire a prendere sonno e a mattina ci accorgiamo del perché: oltre al terribile vento si è aggiunta anche la neve.
Mancava giusto questa agli avvisi di mio padre!
Via verso lidi più caldi, siamo appena partiti quando ci chiama Claudio, il nostro amico di Puerto Madryn. Lui e la moglie sono quasi in prossimità delle terme, che per un argentino vuole dire che gli mancano 500 chilometri all’arrivo.
Decidiamo di incontrarci in una città a metà strada, Las Lajas, presso la solita stazione di servizio YPF. Quando ci raggiungono c’è già pronta la pasta al forno per cui cena alla solita ora tarda e colazione insieme.
Loro proseguiranno per Copahue affrontando il freddo intenso, noi per le terme di Cacheuta vicino a Mendoza sperando che la temperatura sia meno glaciale.

Arriviamo alle terme dopo due giorni, più di 800 chilometri di cui 100 su un tratto di ruta 40 di puro e pessimo sterrato. Superato questo dopo aver dormito in un paesino perso nel nulla, ci aspettano altre centinaia di chilometri funestati da un vento terribile… ma in Argentina non passa giorno senza vento?
Per fortuna durante il viaggio ci allietano le ciliegie, ne mangiamo circa un chilo al giorno… ma per essere veramente precisi, io ne mangio 800 grammi e Luca i restanti 200!
Lungo la strada ci fermiamo alle Salinas del Diamante, una laguna bianchissima per il sale che affiora. Purtroppo è sale destinato a sgelare le strade, perché la proprietà appartenente ad un tedesco ha cessato di produrre sale da cucina da almeno 10 anni.
Altra fermata al Cañon del Atuel, ma per visitarlo nel pieno della sua particolarità occorre percorrere altri 100 chilometri di strada sterrata. No, basta!
Raggiungiamo le terme nel primo pomeriggio attraversando ancora paesaggi costellati da alte montagne innevate e laghi azzurro cielo.
Le vasche di acqua calda e fredda sono affacciate sul paesaggio circostante, per cui restare immersi per tutto il pomeriggio è un piacere per il corpo ma anche per la vista, alla faccia di quello che dice mio padre! Usciamo solo dopo 4 ore di cottura a fuoco lento e ci rendiamo conto che il sole fortissimo a contribuito a scottarci molto più dell’acqua. Andiamo a dormire rossi come peperoni.

Sabato 15 ripartiamo, nel fine settimana le vasche si riempiono fino a esaurimento posti e poi ci aspetta un altro nostro amico di viaggio, Nestor, un signore di 74 anni con il quale abbiamo viaggiato per qualche giorno al nord dell’Argentina, al nostro primo ingresso in questo Paese gigantesco.
Lui abita a Rio Cuarto e ci aspetta con la solita gustosa e abbondante carne alla griglia.

Il viaggio prosegue con varie visite “pastorali”!
Prima Nestor, tre giorni, poi sosta a Santa Rosa de Calamuchita, per riprenderci dalle abbondanti mangiate. Un bel posto sul fiume, peccato il brutto tempo.
Seconda tappa, Roberto e Alicia dove ci fermeremo per una settimana, fra pranzi, cene e manutenzione della piscina. Li lasciamo con molto dispiacere, sia nostro che loro, ma abbiamo bisogno di altri due o tre giorni di recupero. Troppo cibo, ci aspetta il Natale e Luca è già ingrassato diversi chili!
Vigilia, Natale e Santo Stefano in riva al fiume a Villa Maria.
Il tempo è caldo e non mancano i bagni e molti altri inviti da persone che visto il camper italiano, ci vogliono conoscere.
È un vero peccato che in Argentina non si possa vendere il camper, perché da quando siamo entrati abbiamo avuto almeno cinque offerte serie di acquisto, però purtroppo la tassazione per l’acquisto di un mezzo straniero è veramente esagerata.
Dopo questa pausa in visita a Esteban e Flor, altre mangiate e un po’ di lavoro per Luca per costruire in cancello in ferro, giusto per smaltire uno o due etti!

A fine anno, tutti da Juan. Non sto a raccontare questi interminabili giorni in cui siamo ospiti da Juan e i loro amici. Purtroppo siamo fermi qui per aspettare che dalla Costa Rica ci spediscano le nuove carte di credito.
Non avevo raccontato questa disavventura? Come è capitato a noi, potrebbe capitare a chiunque!
Dopo vent’anni che viaggiamo per il mondo usando carte di credito sia fisicamente che online, ci si crede sicuri che i furti effettuati con questo sistema siano rari e non capitino mai a noi. Per cui si prende l’abitudine di usarla con una certa leggerezza, dando per scontato che le persone a cui la si consegna per il pagamento siano oneste.
In Perù pare di no!
Dopo due tentativi di furto per fortuna sventati da Luca e il furto istituzionalizzato avvenuto alla dogana all’arrivo del pezzo di ricambio dall’Italia, ecco che controllando l’estratto conto, mi rendo accorgo che ci sono numerosi piccoli prelievi effettuati presso una stazione di servizio in Perù, che non sono certamente nostri, primo perché sono stati effettuati quando noi eravamo già fuori dal Paese, poi perché le carte di credito sono ancora in nostro possesso.
Un tale ladrone utilizza in qualche modo la mia carta per comprare benzina presso una stazione di servizio denominata Gianpiero Nazca.
Che sia un benzinaio lo scopriamo guardando in Google, che sia una truffa è chiaro, visto che non abbiamo mai effettuato un pieno presso quella stazione di servizio, come abbiano fatto a utilizzare la carta è un mistero, anche se qualche sospetto ce lo abbiamo.
Frequentemente Luca consegna la carta all’addetto del distributore che si allontana per registrare il pagamento in ufficio. Ingenuamente non seguiamo mai queste persone, ma ci limitiamo a guardare che lo scontrino da firmare sia corretto. Niente di più facile per un disonesto, fare una foto fronte e retro della carta di credito per avere tutti i dati necessari al suo utilizzo anche senza possederla fisicamente.
Per cui a memento per noi e per tutti quelli che stanno leggendo: mai perdere di vista la propria carta di credito!

Le due carte nuove ci arrivano giusto venerdì 11 gennaio.
Nel frattempo Luca per tenersi in attività ha pulito un’altra piscina che più che una piscina era uno stagno: completa di rane, rospi e un milione di girini. Ha cucinato per truppe di persone e giusto per completare il tutto, ha impastato e cucinato 200 pizze in due giorni, per permettere a Juan di venderle con il suo FoodTruck auto costruito, a una festa di paese.
Non vediamo l’ora di ripartire, come sempre gli orari e le abitudini alimentari degli argentini contrastano notevolmente con i nostri e per quanto la compagnia sia varia e interessante, noi stiamo guardando già alle future mete.
Per un pezzo di viaggio si aggregherà Hugo, che a causa di un incidente con il tagliaerba non può lavorare per un mese.

Domenica 13 gennaio si riparte e dopo una sosta notturna presso la nostra solita YPF, proseguiamo per il Parco El Palmar.
Il tempo non promette bene e le strade del parco sono così fangose che siamo un po’ preoccupati di rimanere impantanati, ma poi alla vista dei vari animali che ci circondano la preoccupazione scompare e incomincia la meraviglia. Un sacco di toponi giganti chiamati carpincho, volpi, uccelli strani e tante palme in riva al Rio Paranà.
Ci concediamo un pomeriggio di riposo nel campeggio del parco e una notte accompagnata dall’abbaiare delle volpi e da numerosi altri versi a noi completamente estranei.
Purtroppo il giorno dopo la pioggia è veramente forte e per non rimanere bloccati dal fango decidiamo di partire per le Terme di Federacion, tanto è bello stare immersi nell’acqua calda anche sotto la pioggia!

Mercoledì 16, Hugo ci lascia per tornare a casa e noi proseguiamo il nostro viaggio per altri 400 chilometri.
Ci fermiamo nei pressi di Santo Tome nel resort con piscina YPora, il tempo è variabile ed incominciamo ad assaggiare un po’ del caldo umido che ci dicono sarà la costante per tutto il Paraguay e il Brasile.
Giusto per la solita casualità, parcheggiato di fianco a noi c’è un ragazzo tedesco che era nel nostro stesso parcheggio a Baños in Ecuador, non finirò mai di stupirmi di come è piccolo il mondo, anche se mi rendo conto che moltissimi viaggiatori come noi finiscano per incontrarsi usando la stessa applicazione per cercare posti gradevoli e sicuri.
Dopo un altro giorno di sosta per approfittare della piscina, proseguiamo per Eldorado dove sotto un acquazzone che crea torrenti di acqua marrone sulla strada, ci fermiamo in un altro campeggino per affrontare le frontiere il giorno dopo in pieno giorno.

Sabato 19 ci vede in coda per uscire dall’Argentina. A causa di un gendarme con un solo neurone che gli gira solitario e confuso nel cranio, l’attesa nostra e di tutte le altre macchine si protrae per circa due ore. Non si capisce perché visto che le pratiche doganali, come sempre sono molto rapide.
Convinti di uscire ed entrare in Paraguay, ci dicono che invece dobbiamo prima passare dalla frontiera brasiliana.
Quando ci hanno detto che qui avremmo trovato la tripla frontiera, pensavamo di scegliere da quale parte entrare, ed invece i posti doganali sono uno dopo l’altro!
E non solo, si esce dall’Argentina alle 14, si entra dopo 30 secondi in Brasile e sono le 15, si rientra in Paraguay tornando nuovamente un’ora indietro.
Per non parlare dello sbalzo linguistico, in pochi chilometri si passa dallo spagnolo, al portoghese per ritornare allo spagnolo in Uruguay.
Ovviamente i vari funzionari brasiliani non si fanno problema a parlarci velocemente in portoghese senza prendere minimamente in considerazione le nostre facce attonite! Il portoghese è abbastanza capibile per noi italiani con un’infarinatura di spagnolo, però dateci il tempo!
Comunque le procedure sono anche qui molto veloci ed essendo solo di transito, non dobbiamo fare nessuna carta per il camper, per cui dopo aver attraversato una cittadina brasiliana entriamo in Paraguay.
Qui ci aspetta David, un amico di Juan che ci ospiterà presso il Club Social Akaray dove lavora e ci accompagnerà a visitare le cascate dell’Iguazù e a fare spese perché l’Uruguay e in particolar modo Ciudad del Este sono posti dove tutto costa la metà, ma bisogna anche conoscere i posti, perché le truffe sono all’ordine del giorno.

Consigli e considerazioni.
Dalla nostra prima entrata nel Paese, tutto è raddoppiato se non triplicato come costi.
Allora un euro si cambiava a 20/25 pesos, ora a 40/45.
Questo incide parecchio sulle spese, soprattutto sul carburante.
Quali consigli dare? Questa volta abbiamo visitato la Patagonia, una terra selvaggia e isolata.
Raccomando di tenere sempre il serbatoio pieno perché le stazioni di servizio sono molto rare, mi stupisce come le moto possano viaggiare con un serbatoio così piccolo.
Per centinaia di chilometri non c’è neanche linea telefonica e se il veicolo avesse un guasto immagino si debba contare sulla disponibilità dei pochi mezzi che circolano per quelle lande.
Le strade sono abbastanza buone e poco trafficate.
Abbiamo deciso di non arrivare fino ad Ushuaia, perché moltissime persone ce lo hanno sconsigliato, altri migliaia di chilometri di lande desertiche spazzate dal vento ancora più forte di quello incontrato finora al sud.
Con il senno di poi è stata una buona idea perché adesso in gennaio, ossia in piena estate, hanno chiuso per diversi giorni le strade per neve!
Per chi viaggia con animali: in tutti i parchi è proibito farli entrare, anche se stanno chiusi in macchina o nel camper. Di rado sono graditi nei campeggi.
Questa volta abbiamo preso una Sim Personal che ha più connessione di Movistar e offre pacchetti dati più convenienti.

Uscita: 19 gennaio 2018
CHILOMETRI PERCORSI: 12.050
SPESE: 3.928 EURO

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