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Carnet de Passage - Burocrazia

 
CARNET DE PASSAGES EN DOUANE
 

Il Carnet de Passages en Douane (CPD) è il documento doganale internazionale, obbligatorio in molti paesi del mondo, che permette l'importazione temporanea in franchigia doganale di veicoli privati e commerciali.

 
Per fortuna non tutti gli stati richiedono questo documento per viaggiare con un mezzo proprio nel loro territorio. Per quanto riguarda il nostro itinerario ci servirà solo per le prime tappe: Iran, Pakistan, India, Bangladesh, Nepal e Giappone.
Il documento è fornito dall’ACI di Milano o di Roma. In alcuni blog ho letto che potrebbe essere rilasciato anche in Francia oppure presso l’ADAC di Monaco, ma attualmente non è più possibile. È obbligatorio che venga rilasciato dal Paese in cui è immatricolato il mezzo.
Prima del rilascio del Carnet occorre fare una fideiussione a garanzia che non si abbandoni o venda il proprio mezzo nei paesi su citati. La fideiussione può essere bancaria (ho consultato almeno 6 banche fra le più importanti, ma nessuno la fa) o tramite assicurazione: ovviamente la Sara assicurazioni che è convenzionata con l’ACI.
 

Documenti richiesti:

  1. Libretto di circolazione
  2. Documento identità
  3. Modello Unico
  4. Nel caso non si abbia un Modello Unico personale, occorre presentare quello di un garante
  5. Pagare una assicurazione accessoria per poter richiedere la fideiussione
  6. Pagare la fideiussione (il prezzo aumenta con l’aumentare dell’anzianità del mezzo)
  7. Diventare socio ACI (si ha un notevole risparmio sul Carnet)
  8. Pagare il Carnet

 

La fideiussione è valida tre anni, ma il Carnet solo uno. Nel caso alla scadenza di tale anno si volesse rinnovare il Carnet, occorre rifare tutto daccapo, fideiussione compresa.

Costi sostenuti

  • Assicurazione accessoria: 135 euro
  • Fideiussione: 2.160 euro (copertura 70.000 euro per un valore del camper di 30.000 euro)
  • Tessera Socio ACI (famiglia): 59 euro
  • Carnet De Passage: 150 euro

TOTALE: 2.504 euro

 

Svolgere tutte queste pratiche in autonomia è davvero difficoltoso.
Noi ci siamo rivolti a un assicuratore gentile ed efficiente:

Giulio Gambin
My Brokers s.r.l.
Corso Indipendenza 24 - 20129 Milano (MI)
Via Baranzate 4 -20026 Novate Milanese (MI)
+39 3470907664 - Uff 0276316630
Fax 02700591501
gambin@mybrokers.it
PEC: mybrokers@pec.mybrokers.it


India - Burocrazia

 
I passi necessari per visitare l'India sono i seguenti:

1) Visto d'ingresso da compilare online, comprensivo di foto personale e copia del passaporto.
2) Una foto formato tessera da incollare sul visto che andrà firmato fronte e retro.
3) Pagamento della tassa di 98 euro in contanti per ogni richiesta.
4) Biglietto aereo e prenotazione albergo.
5) Se si ha un mezzo proprio occorre presentare una richiesta su carta libera scritta in inglese in cui si dichiara che la visita al paese è effettuata in autonomia, specificando scopi e destinazioni. Male non fa comunque allegare una prenotazione alberghiera e il libretto di circolazione del camper.

Noi ci siamo presentati al Consolato Generale di Milano. In un primo momento la moltitudine rumoreggiante di indiani in attesa ci ha spaventato, ma subito dopo l'ingresso, sul lato sinistro, c'è un distributore di numeri dedicato alle richieste di visto.
Dopo 10 minuti di attesa siamo stati chiamati.
Il visto è si può ritirare dopo 3 giorni.

Pakistan - Burocrazia

 

Per organizzare l'attraversamento del Pakistan sono bastate due telefonate, la prima al consolato di Milano e la seconda per conferma all'ambasciata di Roma.

In entrambi i casi hanno risposto delle signore che in modo educato e preciso ci hanno rassicurato.
Il visto doganale verrà rilasciato in frontiera, sarà un permesso temporaneo di 8 giorni che consentirà solo l'attraversamento del territorio.
Al momento attuale questo è permesso dagli organismi internazionali (non è chiaro di quali organismi si tratti) però nel caso le indicazioni dovessero cambiare, ci è stato detto di non preoccuparci: come si è fatto in passato, per gli stranieri di passaggio si
organizzerà un convoglio che verrà scortato per il Paese dai militari.
 
...Tutto da verificare!

Iran - Burocrazia

 
Per entrare in Iran è necessario un visto. Ecco i passi per ottenerlo:
 
1) Visto d’ingresso da compilare online, comprensivo di foto personale e copia del passaporto.
2) Colloquio presso ambasciata o consolato (Roma, Milano) per depositare le impronte e pagare la tassa di 50 euro per persona, preferibilmente con carta di credito.
3) Assicurazione sanitaria valida per il periodo di permanenza nel Paese.
 
Il visto ha una durata di 3 mesi dall'emissione e permette di rimanere in Iran esclusivamente un mese. Non è rinnovabile.
 
Noi ci siamo presentati al consolato di Milano con ingresso in via Monte Bianco.
I funzionari sono estremamente gentili e disponibili e l’attesa e le formalità sono quasi inesistenti.
Vedendo altre donne a capo coperto, ho indossato un copricapo, ma penso che in quella sede non sia richiesto.
Al primo incontro non abbiamo portato l’assicurazione sanitaria perché non sappiamo con precisione il periodo in cui saremo in Iran, il funzionario ci ha chiesto di portarla al ritiro del passaporto dopo 3 giorni, ma poi nessuno ce l’ha più chiesta.
 
Quando saremo in dogana ci verrà chiesto il famigerato Carnet du Passage.


USA - Burocrazia

 

Negli States, la patente italiana è accettata per soli tre mesi e, se si desidera rimanere più a lungo, è necessaria una patente internazionale specifica per gli Stati Uniti, valida per un anno (invece che per i tre della patente internazionale comune).

Un ulteriore requisito di ammissione è un’assicurazione automobilistica, generalmente rilasciata da un’agenzia americana. Noi abbiamo scelto questa.

Per transitare negli Stati Uniti per più di tre mesi non è sufficiente l’ESTA e va richiesto un visto più lungo. Anche in possesso di regolare visto d’ingresso, il permesso di entrata è subordinato agli umori dell’incaricato doganale locale.

I passi per richiedere il visto sono i seguenti:

  • Scegliere l’ambasciata o consolato in cui effettuare il colloquio
  • Compilare la richiesta di visto completa di foto personale e copia fotografica del passaporto
  • Pagare la tassa

A questo punto verrà assegnata una data per il colloquio presso la sede richiesta.

Le richieste di visto sono scritte in inglese e presentano una sfilza di domande assurde che non ne facilitano la compilazione. Dopo aver pagato 320 euro per le due richieste, al colloquio in consolato l’esito è negativo: il visto ci viene rifiutato senza spiegazioni.

Al consolato non sono tenuti a dare chiarimenti, né è prevista la restituzione della somma pagata. Inoltre, non è più possibile richiedere qualsiasi altro tipo di visto (tra cui l’ESTA), ma occorre ripresentare la domanda, pagando la stessa cifra di cui sopra, nella speranza che il funzionario che valuti la richiesta sia più clemente del primo.

Consigli:

  • Non presentare passaporti con visti d’ingresso in paesi “canaglia” (nel nostro caso Siria e Congo)
  • Dimostrare di avere agganci solidi con la terra d’origine: abitazione, lavoro, parenti stretti.

Canada - Burocrazia

 

Per entrare in Canada è necessario il visto eTA (Electronic Travel Authorization). Si può richiedere online al costo di 7 dollari canadesi e consente la permanenza nel Paese per tre mesi.

Per quanto riguarda la spedizione del camper dall’Europa, la compagnia Seabridge ci è sembrata la più professionale, economica e affidabile. Non chiede anticipi e dà buone garanzie rispetto a furti e manomissioni del mezzo.
In pochi minuti online il preventivo è fatto.
Al momento della prenotazione invia tramite mail numerosi opuscoli informativi per orientare il camperista sia nella città di partenza che in quella di destinazione.

Altri indirizzi scartati perché non idonei per il prezzo o per mancata risposta e trasparenza:
http://www.intertransport.it/sottomenu/m1/2/spedizioni-marittime.html
http://www.pol.com.pl/?sub=1
http://seaplus.com/mainmenu.php
http://www.exportusa.us/spedizioni_mare_statiuniti.php
http://www.cristef.it/trasporto-italia-nord-america-faq/
http://www.mer-et-voyages.info/voyages-en-cargo/canada
http://www.canadianmaritime.com/