PERU E BOLIVIA – CORSA CONTRO IL TEMPO

PERU E BOLIVIA – CORSA CONTRO IL TEMPO

Dopo tre lunghi giorni di attesa, il 18 ottobre ripartiamo tutti felici e contenti, ma fatti pochi chilometri il motore fa ancora strani rumori… il meccanico ci ha rassicurato dicendo che siccome alcuni pezzi non sono originali, questi rumori sono di assestamento, ma dopo 50 chilometri e rumori sempre più forti, non funzionano più le marce.
Abbiamo appena superato la città di Urcos e guardando sul fedele IOverlander vediamo che c’è un’officina raccomandata giusto 3 chilometri prima. Rapida inversione e arriviamo giusto in tempo prima che anche le altre marce non funzionino più!
Per fortuna è un’officina specializzata in camion, El Tigre, per cui in poco tempo smontano la scatola del cambio per scoprire che a causa di un cuscinetto che si è rotto, sono stati danneggiati seriamente tutti gli ingranaggi. Un danno gravissimo!
La cosa positiva è che ci ospitano gratuitamente fornendoci acqua e elettricità e sono disponibilissimi ad aiutarci a trovare i pezzi di ricambio.
Subito Luca si reca a Cuzco con il meccanico all’officina dell’Iveco per acquistare il pezzo, ma qui abbiamo la seconda doccia fredda: scopriamo che in tutto il continente americano, pur avendo le stesse marche e gli stessi modelli, molti pezzi di ricambio sono completamente differenti da quelli europei.
Alla faccia della globalizzazione!
E adesso scatta la corsa con il tempo, entro il 9 novembre dobbiamo uscire dal Perù!
Chiamiamo Aldo, il nostro meccanico in Italia, e il nostro amico Rocco che si fanno in quattro per riuscire a trovare il pezzo di ricambio (usato rettificato perché ormai nuovi non se ne producono più) e inviarcelo prima della data fatidica.
Noi qui angosciati senza poter muovere un dito e loro in Italia che si danno da fare come matti per aiutarci. Finalmente Aldo trova il pezzo in Germania, paese di origine del nostro camper. Grazie a sue conoscenze riesce a spedircelo a Lima il primo di novembre.
Purtroppo tutte le altre compagnie di spedizioni più famose tipo DHL, TNT, ecc. o non spedivano in Perù o avevano tempi biblici.

Nel frattempo cosa facciamo per questi 15/20 giorni fermi in attesa dal meccanico?
Ogni giorno una passeggiata di tre chilometri nella piazza centrale di Urcos, dove c’è a disposizione il Wi-Fi gratuito. Facciamo spese, visitiamo per ben due volte il mercato indigeno che si tiene di domenica nel centro del paese, Luca esegue qualche manutenzione al camper e in genere ci annoiamo a morte.
In effetti ci sarebbero nei dintorni 2 o 3 posti interessanti da visitare, ma siamo molto demotivati, il costo salato di questo problema, l’impotenza nel risolverlo da soli, il tempo che incalza e il clima che non è dei più stabili… tutto ci rende pigri e svogliati.

Cronistoria di un’avventura:

Giovedì 1 novembre
Luca parte alle 6:00 di mattina da Urcos munito di delega notarile per poter ritirare la cassa da 80 chili inviata a nome del meccanico.
Arriva all’aeroporto di Cuzco e a causa di un overbooking accetta di partire con due ore di ritardo e gli viene restituito l’intero costo del biglietto, per cui volerà gratis fino a Lima.
Nel pomeriggio un funzionario dice a Luca che è tutto a posto, manca solo il pagamento di una tassa che dovrà essere estinta il giorno dopo alle 10 all’apertura della Scotia Bank, all’interno dell’aeroporto.

Venerdì 2 novembre
Prima di andare a pagare in banca, Luca ritorna all’ufficio preposto e un altro funzionario gli spiega che in realtà il pacco non è arrivato, ma arriverà questa sera, inoltre la banca in cui pagare la tassa non è quella dell’aeroporto, ma si trova in centro città.
Prontamente Luca si reca in banca a un’ora dall’aeroporto. Si trova una fila di peruviani in attesa di pagare, che incomincia ben fuori dalla banca, per un’attesa dalle 11 alle 17 del pomeriggio… a un certo punto perde la pazienza con un tizio che è allo sportello da 40 minuti per farsi spiegare per la quindicesima volta il problema e si mette a gridare: “insomma, io che sono italiano ho capito quello che ti sta spiegando l’impiegato da 40 minuti e tu non hai ancora capito niente?!”
Il tizio se ne va offeso e per fortuna la fila prosegue!
Fatto il pagamento e tornato speranzoso all’aeroporto per le 20:30, scopre che il pezzo è finalmente arrivato, ma non potrà ritirarlo fino a lunedì, perché la dogana sabato e domenica è chiusa. Lo rassicurano che è tutto a posto e che lunedì glielo consegneranno.
Sabato e domenica passano nervosamente per entrambi. Io resto in camper perché preferisco non andare in piazza causa attenzioni indesiderate di uomini in cerca di moglie. Luca riesce a litigare con un taxista e un impiegato dell’hotel, facendosi pure male. Oltre a rompere a calci i finestrini dei taxisti con i piedi nudi, si sfoga pattinando in una pista poco distante dall’hotel.

Lunedì 5 novembre
Alle 8 all’apertura della dogana (Luca è già in fila dalle 6:30) incominciano nuovamente i guai. Sembra che manchino altri documenti e, visto il prezzo del pezzo, è necessario utilizzare un agente doganale.
Grazie ad Aldo il meccanico italiano e io qui con il meccanico di Urcos, riusciamo a fargli avere i documenti tramite mail alle 12:30, ma ovviamente l’ufficio chiude fino alle 14.
Nel frattempo Luca è obbligato ad andare a comprarsi un paio di scarpe, perché altrimenti non lo lasciano entrare nel magazzino doganale. A niente servono le sue proteste, ha l’alluce bendato a causa del taglio fattosi tirando un calcio al vetro del taxista! Non troverà le scarpe, perché sembra che la misura massima qui in Perù sia il 42… comunque visto che nel frattempo il funzionario è cambiato non c’è più problema.
Le ultime parole famose!
Altre tasse da pagare e un’ispezione al pezzo, che avverrà ovviamente domani.

Martedì 6 novembre
Prima dell’ispezione viene più volte raccomandato a Luca di leggere bene la carta che dovrà firmare in cui si prede la responsabilità che quanto dichiarato rispetto al pezzo di motore sia la completa verità.
In caso contrario ci sarà un’ammenda di 20.000 dollari e fino a due mesi di carcere.
Luca spudoratamente dichiara che il pezzo è nuovo e non potrebbe fare diversamente, visto che per la legge peruviana è proibito importare cose usate!
Ovviamente non è possibile spiegare che per il nostro motore non vengono più fabbricati pezzi nuovi, ma occorre utilizzare pezzi usati e rettificati! Come in Costa Rica, è impossibile ragionare con questi impiegati.
Per cui Luca rischia questa grossa bugia e gli va bene, anche se siamo convinti che pagando una bustarella a chi di dovere tutto il processo sarebbe stato più rapido e indolore, senza contare che avremmo potuto importare una mucca viva, senza che nessuno avesse niente da dire…il problema è conoscere la persona giusta!
Comunque tutto va bene e Luca riesce a imbarcare il cambio su un aereo cargo che partirà domani alle 6 di mattina e arriverà a Cuzco alle 8.
Luca prenderà un volo alle 11 per essere nella stessa città alle 12.

Mercoledì 7 novembre
Mentre lui è in volo, io e il meccanico partiamo alla volta dell’aeroporto per riportare il pezzo e Luca a “casa”.
In prossimità della città, ci ferma una donna poliziotto.
Vuole sequestrarci il carro attrezzi su cui viaggiamo, non per le ruote lisce, per gli specchietti mancanti o per il vetro anteriore coperto da una ragnatela di crepe, bensì perché Tonio, il meccanico, non ha mai fatto la patente!
A niente valgono le sue preghiere, la donna è inflessibile, il mezzo deve essere sequestrato.
A questo punto, Tonio passa al piano B.
Chiedendomi di usare il mio telefono, (perché è normale che uno che gira con un carro attrezzi senza patente abbia uno smartphone senza credito) chiama un capo della polizia suo amico che prima tenterà di convincere l’integerrima poliziotta per telefono, poi visto gli scarsi risultati, ci raggiungerà personalmente e dopo una trattativa di 15 minuti, la convincerà a rilasciare solamente un verbale. In pratica il meccanico non dovrà farsi più beccare per sei mesi nei dintorni di Cuzco, pena il pagamento di una multa.
Dopo questo ennesimo problemino, raggiungiamo Luca, carichiamo il pezzo, costatando che qualcuno si è rubato la cassa in legno nella quale era imballato, e ritorniamo in officina, dove pena la fucilazione, il figlio del meccanico si metterà subito all’opera.
Il lavoro di 2 orette, a detta loro, ovviamente non termina causa l’arrivo del buio, ma garantiscono: domani alle 6 il lavoro riprende e per le 8 noi possiamo ripartire…

Giovedì 8 novembre
Sono le 2 di pomeriggio e dopo un giro di prova per controllare il lavoro, aver pagato, baciato e abbracciato i meccanici per la loro gentilezza e ospitalità, finalmente ripartiamo.
La priorità è superare la frontiera peruviana per il giorno 9 ma, non meno importante è l’appuntamento con la figlia, il fidanzato e la cagnetta che arriveranno a Buenos Aires, il 14 mattina. Meno di 7 giorni per percorrere 3.250 chilometri di strada!

Il 9 siamo già in frontiera. Rispetto all’andata è tutto cambiato, hanno aperto un nuovo e lussuoso centro integrato fra le due frontiere, anche se le indicazioni lasciano ancora molto a desiderare.
Però siamo felici. Il primo insormontabile ostacolo è superato!

Consigli e considerazioni.
Che dire oltre quello che ho già detto in precedenza?
Aggiungerei quello che è evidente dal racconto, se ti si rompe un pezzo del tuo mezzo acquistato in Europa sono guai e spese assurde, soprattutto se si ha la sfortuna che questo accada in Perù o Bolivia che sono le due nazioni con la legislazione più assurda e contraddittoria che si possa immaginare.
Così a spanne questo scherzetto ci è costato quasi come tutta la vacanza qui in Sudamerica, non ci voleva proprio, però per fortuna è andato tutto bene, sempre guardare il bicchiere mezzo pieno.
Con il senno di poi, potrei consigliare che il metodo migliore per visitare entrambe le Americhe è acquistare un veicolo qui e rivenderlo alla fine del viaggio. Costi minori nell’acquisto, si evitano le spese di trasporto e soprattutto si trovano i pezzi di ricambio, perché a quanto sembra, come forse ho già detto, pur essendo stessa marca e modello dei mezzi circolanti da queste parti, alcuni pezzi di ricambio sono completamente differenti e non si adattano ai nostri motori.
Per il resto l’esperienza dagli ultimi meccanici è stata positiva e nulla da dire neanche sulla loro competenza.
L’avventura presso gli uffici doganali è una vera e propria odissea, che ovviamente serve per lasciare aperte le porte alla corruzione dilagante che c’è in questi uffici.

Uscita: 09 novembre 2018
CHILOMETRI PERCORSI: 3.660
SPESE: 4.180 EURO (incompleto, manca ancora il costo del pezzo e la spedizione dall’Italia che il nostro carissimo amico e meccanico Aldo ha pagato di persona e non ci ha ancora comunicato quanto!)

BOLIVIA

Entrata: 09 novembre 2018

Bella la nuova frontiera anche se disorganizzata nella parte Boliviana, dove fanno passare Luca con il camper da un lato e me da sola da un altro, per poi chiamarmi e farmi tornare indietro per lo stesso percorso, in quanto proprietaria del mezzo.
Non migliora neanche l’umore, visto che per fare i precisini nella nuova e bellissima sede, decidono di sequestrarci a caso due chili di quinoa, comprati giusto il giorno prima, cinque uova e due piantine grasse che ci seguivano dalla Colombia.
Per fortuna le altre decine di cose “sequestrabili” non vengono trovate!
Attraversiamo la Bolivia in 2 giorni, fermandoci a dormire solo una notte.
Per la strada un camioncino tutto rotto con un uomo e una donna ci suona a mo’ di saluto. Luca pensa che siano 2 italiani ma a me sembra assurdo. E invece poco più avanti si fermano e viene confermata l’ipotesi di Luca! Lui è un prete cattolico che da circa 21 anni vive in un piccolo paesino perso fra le montagne e la ragazza è una volontaria che per un certo periodo di tempo lo aiuta nella sua missione.
Vorremmo conoscerli meglio e ci piacerebbe fermarci qualche giorno nel loro paese anche se per raggiungerlo occorre guidare per 2 ore su uno sterrato di montagna. Come si dice: “il tempo è tiranno”, per cui proseguiamo il viaggio fermandoci a Oruru, una città sporca e disordinata in cui il vento trasporta tonnellate di polvere ovunque.
Siamo giusto immersi in questa nuvola di polvere nel tentativo di sistemare il polo di una batteria che si è corroso, quando ci raggiunge nuovamente Don Paolo, che visto il problema accompagna Luca con batteria annessa a restaurare il polo danneggiato.
Dieci minuti e l’equivalente di 3 euro e la batteria è come nuova!
Ci salutiamo nuovamente e crolliamo a letto, pronti per l’alzataccia di domani.

Il giorno dopo una piccola sosta per comprare acqua e parlare con figli e amici a Uyuni e poi via di corsa fino alla prossima frontiera, quella con l’Argentina.

Consigli e considerazioni.
Ci aspettavamo parecchia pioggia visto che tutte le guide dicono che il periodo migliore ossia la stagione secca è da fine maggio a fine ottobre. Invece solo vento, vento e ancora vento.
Don Paolo ci ha raccontato che quando è arrivato in Bolivia era tutto diverso. Chilometri di boschi, pioggia costante da novembre ad aprile che permetteva la coltivazione e l’allevamento, ora tutto deserto.
Il motivo principale sono le miniere. Per scavarle sono stati tagliati tutti gli alberi e i prodotti di scarico sono molto inquinanti tanto da aver distrutto la restante vegetazione. Per cui ora il vento spazza indisturbato chilometri e chilometri di terra secca.
Un’altra cosa strana che abbiamo notato è che a parte Tiwanakou, non ci sono altri resti archeologici, eppure l’impero Inca aveva colonizzato anche la Bolivia… distrutti o seppelliti sotto quintali di terra? Certamente questo è uno stato che seppur con una grande ricchezza sotterranea depredata da tutto il resto del mondo, non ha le risorse per dedicarsi alle scoperte archeologiche, né la popolazione locale sembra particolarmente interessata alle proprie origini, troppo impegnata a guadagnarsi da vivere di giorno in giorno.

Uscita: 10 novembre 2018
CHILOMETRI PERCORSI: 920
SPESE: 118 EURO

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