Turchia – Pergamo, Saklikent

Turchia – Pergamo, Saklikent

Giorno 13 luglio, finalmente in Turchia!
Ovviamente con il tempismo che ci contraddistingue finiamo in piena ora di punta ad Istanbul, per cui per fare i 50 chilometri di circonvallazione ci mettiamo 2 ore.
Una nube di smog rende l’aria grigia e poco respirabile, in compenso possiamo ammirare gli splendidi giardini che costeggiano la strada!
Questa è la quarta volta che veniamo in Turchia; nel lontano 2006 l’abbiamo girata in lungo e in largo per circa un mese; nel 2009 solamente Istanbul e nel 2010 attraversata di corsa per arrivare in Siria.
Devo dire che in questi 11 anni è cambiata veramente tantissimo.
Le strade statali sono spesso a 2 o 3 corsie per marcia e portano ovunque, per cui meglio evitare l’autostrada che è costosissima.
In compenso il gasolio che nei viaggi precedenti costava come in Italia, adesso costa circa un euro: è aumentato nel nostro paese o è diminuito in Turchia? Io propenderei per la prima ipotesi! I turchi guidano molto meglio e le città sono modernissime con enormi centri commerciali con marche occidentali anche nelle città minori.
Dove prima ci si fermava in riva al mare in tutta solitudine, sono sorti come funghi paesi nuovi stile Rimini, sempre puliti e ordinatissimi.
A differenza di quello che ho scritto nel diario precedente, qui si vedono pochissime donne velate, forse meno che in Europa, sulle spiagge alcune prendono il sole addirittura in topless… quale cambiamento in questa prima parte del viaggio sulla costa occidentale di fronte alla Grecia!
A Bursa abbiamo comprato una SIM telefonica della Turkish Telekom per circa 24 euro, 10 giga di dati al mese e non so quanti minuti di telefonate (troppo difficile capirlo dal contratto!). La validità della SIM è di 6 mesi.

Proseguiamo il nostro viaggio verso sud, sempre alla ricerca di “attracchi” al mare in solitudine e con molta difficoltà a volte riusciamo a trovarli.
Nei pressi di Ayvalik troviamo un bel parcheggino in riva al mare dove fermarci 2 giorni. Dopo pochissimo ecco che l’immancabile ospitalità turca si presenta nei panni del proprietario del piccolo bar della zona, che prima ci offre dei dolci locali e il giorno dopo allestisce un barbecue fuori dal nostro camper per prepararci un Adana Kepap!

Prossima meta Pergamo, qui chiamata Bergama. Già vista nel 2006, non manca ancora di stupirci per la sua bellezza. La città nuova si è notevolmente ingrandita e adesso c’è una teleferica che porta alla Acropoli che con grande piacere mio e molto timore di Luca, ci porta in cima in meno di 10 minuti.
Questa volta visitiamo anche l’Asklepion che avevamo trascurato la volta precedente. È molto particolare ma decisamente meno spettacolare dell’Acropoli che, solo per la sua posizione in cima a un’altissima rupe, vale la visita.

Dopo la cultura ritorniamo al relax. Ci dirigiamo ad Aliaga, ma scappiamo: è un polo industriale dei più pestiferi, numerose ciminiere ammorbano l’aria, per cui proseguiamo verso Foca su una strada costiera a picco sul mare e qui troviamo un bel campeggio di proprietà di un tedesco il cui nome è stranamente evocativo: Camping Fuhrer!

 

Proseguiamo per le Gole del Saklikent. Nel nostro primo viaggio le avevamo percorse solo parzialmente a causa dell’acqua alta in certi punti e della caduta della macchina fotografica in acqua a causa di uno scivolone.
Dopo tutti questi anni la zona intorno alle Gole è notevolmente cambiata.
Dove prima c’era solo un parcheggio in terra, ora c’è un bellissimo campeggio con piscina e attrazioni varie. Una decina di ristoranti e tante, tante bancarelle. Malgrado ciò, il paesaggio non è stato completamente stravolto: alberi, cespugli di erbe aromatiche e l’acqua del fiume che è stata canalizzata un po’ dovunque rendono il tutto molto piacevole.

Anche il prezzo del campeggio è veramente economico considerato che siamo in una zona turistica.
Le Gole sono sempre bellissime anche se questa volta l’acqua è poca. Riusciamo a risalirle per circa un chilometro dei 2,5 della loro lunghezza, poi una cascata con un dislivello di circa 4 metri ci ferma. Dopo aver osservato attentamente la fatica di 5 ragazzi giovani e pimpanti aiutati da una guida, decidiamo di salvaguardare le nostre ossa osteoporotiche e ritornare indietro!
Unico neo: tanti rifiuti, filtri di sigarette, bottiglie di plastica, persino un assorbente usato… deduco che questa Turchia che fino a ora abbiamo trovato pulita e ordinata non è grazie all’educazione delle persone ma grazie ad un costante lavoro degli spazzini!
Per rifarci della mancata avventura, nel pomeriggio intraprenderemo una piccola discesa lungo il fiume gelato trasportati da canottini singoli… niente a che vedere con il “rafting” millantato dalle guide turistiche!

L’atmosfera è bella con le cicale e il rumore del fiume, circondati dalle montagne, per cui decidiamo di fermarci tre giorni. Ci dobbiamo preparare per il lungo viaggio fino al Monte Nemrut e a seguire verso il Lago di Van!
Abbiamo deciso, visto l’incertezza del passaggio in Pakistan, di anticipare l’ingresso in Iran, nel caso dovessimo cambiare itinerario.

 

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